Scacco Matto - Roma-Frosinone 3-1

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 10148 volte
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Scacco Matto - Roma-Frosinone 3-1

Al terzo tentativo, Spalletti trova il successo: la vittima è il Frosinone, che cade sotto i colpi di Nainggolan, El Shaarawy e Pjanic, con il provvisorio pareggio firmato da Ciofani.

LE SCELTE - La distinta ufficiale di gara propone una Roma schierata con il 4-3-3: il terzino destro è Rüdiger, con De Rossi e Manolas coppia centrale e il neoarrivo Ervin Zukanovic a completare il pacchetto. Keita è il regista con Nainggolan e Pjanic ai lati, il tridente è composto da El Shaarawy, Dzeko e Salah. 4-3-3 anche per gli ospiti, con Soddimo e Dionisi che agiscono ai fianchi di Ciofani.

LA PARTITA - Già dal calcio d’inizio, però, in campo si vede altro: i giallorossi si dispongono con un 3-5-2 in cui Rüdiger ed El Shaarawy occupano i due esterni di centrocampo. In particolare il tedesco è molto attivo e cercato sulla fascia destra ed è autore di numerose discese palla al piede. La Roma parte forte e prova a far sua la partita agendo sulle due corsie ma soprattutto proponendo numerose verticalizzazioni allo scopo di disordinare la difesa del Frosinone; i gialloblu, dal canto loro, accettano la gara a viso aperto e a loro volta pressano già sulla costruzione bassa della squadra di Spalletti, che commette un discreto numero di errori già in fase di appoggio. Col passare dei minuti, il modulo si fa più fluido e si rivede una difesa a quattro specie in fase di non possesso, supportata a volte dagli arretramenti di Keita. Entrambi i gol del primo tempo, però, arrivano per un mancato controllo dello spazio tra le linee: la Roma va a segno dopo una palla giocata da Pjanic poco prima dell’area di rigore, il Frosinone pareggia sfruttando una verticalizzazione di Chibsah e un posizionamento horror della linea arretrata di casa, con De Rossi che tiene in gioco Ciofani e Zukanovic in ritardo sulla copertura. La Roma ha però il merito di restare in partita e di aprire il secondo tempo come il primo, aggredendo alta e agendo sugli esterni: da sinistra arriva il cross di Zukanovic che El Shaarawy capitalizza per il gol del 2-1: classica azione in cui l’esterno offensivo si accentra e lascia spazio al terzino per effettuare il traversone.

I CAMBI - Al quarto d’ora del secondo tempo Spalletti opera la prima sostituzione ed è una sostituzione importante: esce Edin Dzeko, entra Francesco Totti. Il sistema di gioco non cambia, cambia invece l’interpretazione, con un riferimento offensivo maestro nel gioco a terra come il Capitano. Il 10 in realtà inizia con diverse imprecisioni, ma aiuta i suoi nel consolidare il possesso del pallone più di quanto potesse fare il bosniaco. Un altro quarto d’ora ed ecco il secondo cambio: entra Maicon per Zukanovic, evidentemente non pronto a completare la partita. Il brasiliano si posiziona a destra e Rüdiger passa a sinistra, bloccando la fascia. Poi è il turno del Frosinone: gli ingressi di Gucher e Paganini risistemano la squadra di Stellone con il 4-4-2 di inizio stagione per tentare l’assalto finale. La contromossa di Spalletti è l’uscita di Salah con l’ingresso di Vainqueur, che porta anch’esso a un 4-4-2 con Totti vicino a Pjanic. Proprio i due confezionano l’azione del terzo gol, in ripartenza dopo uno sforzo offensivo ospite, in campo aperto. A nulla serve ultima sostituzione del Frosinone, che mette dentro Matteo Ciofani per Rosi.

LA CHIAVE - In una squadra ancora da forgiare, è apprezzabile il lavoro di Spalletti, che sta cercando di trasformare un gruppo decisamente monocorde in un team in grado di proporre più cose negli stessi novanta minuti. I giallorossi hanno però vinto la gara principalmente grazie alla loro capacità di restare in partita e di continuare a proporsi con intensità, pur palesando imprecisione sia in elementi tecnici che in quelli tattici, distanze tra i giocatori su tutti. Spalletti ha scelto la via forse più difficile, quella più coraggiosa: qualcosa si è visto, ma c’è da fare tanto.