Scacco Matto - Real Madrid-Roma 2-0: la poca precisione condanna i giallorossi contro gli sbiaditi blancos

09.03.2016 20:42 di  Gabriele Chiocchio  Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
Scacco Matto - Real Madrid-Roma 2-0: la poca precisione condanna i giallorossi contro gli sbiaditi blancos
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Finisce la Champions League della Roma: il Real Madrid vince 2-0 anche la gara di ritorno e annulla le residue speranze di qualificazione giallorosse.

LE SCELTE - Con Nainggolan ai box (neanche in panchina), Spalletti schiera una squadra a trazione anteriore: Pjanic è uno dei due mediani insieme a Keita, con Salah, Perotti ed El Shaarawy alle spalle di Edin Dzeko. Nel Real Madrid Zidane lascia fuori Isco per inserire Casemiro, con Danilo e Marcelo sulle corsie difensive e un tridente composto da Bale, Ronaldo e James Rodriguez.

LA PARTITA - Sono i merengues, come da loro DNA, a fare la partita a prescindere dal risultato dell’andata. La Roma difende tenendo sottopalla più uomini possibile, specialmente i due esterni, chiamati a un superlavoro (come nella partita di andata) per bloccare le catene offensive madrilene. Non solo: nonostante Salah abbia più licenza di stare avanti, gli arretramenti dell’egiziano e di El Shaarawy sono fondamentali anche per le ripartenze. Il lancio su Dzeko è un’opzione più di alleggerimento, anche vista la presenza di Casemiro, praticamente unico uomo d’ordine della formazione di casa, mentre per offendere con efficacia è necessario cucire i passaggi anche nella transizione: l’occasione che Dzeko si divora dopo circa un quarto d’ora nasce proprio grazie alla connessione che l’ex Chelsea e Fiorentina fornisce ai compagni, che riescono a risalire velocemente il campo. In fase di non possesso la Roma gioca praticamente con un 4-4-2 con Perotti accanto a Dzeko. Con Pjanic relegato in mediana, i due svolgono, con ovvie differenze rispetto alla coppia originale, la funzione di doppio playmaker offensivo: il numero 8 continua ad associarsi di volta in volta a chi ne ha bisogno, mentre il centravanti resta al centro, rientrando anche nella propria trequarti per aiutare. L’offensiva del Real Madrid non è eccezionalmente strutturata: il centro viene ben presidiato dalla Roma e così gli sbocchi sono sui due lati, con Ronaldo che gioca a tutto campo e Bale e James posizionati sui due binari insieme a Marcelo e Danilo. Tanti cross e conclusioni nate da azioni isolate, poco costrutto nonostante la qualità degli interpreti.

I CAMBI - Dopo l’intervallo non c’è Pjanic ma William Vainqueur, per problemi fisici del bosniaco. La partita però non cambia di mood: il Real Madrid continua a proporre giocate estemporanee, la Roma viaggia bene in transizione e Dzeko manda in porta Salah che si divora ancora un’occasione. Al quarto d’ora Zidane richiama Bale e inserisce Lucas Vazquez, mettendolo a destra con James a sinistra, a piedi corrispondenti. E proprio dall’ampiezza portata dal neoentrato, in isolamento con Digne, arriva il gol dell’1-0 di Ronaldo, che disorienta la Roma: i giallorossi si sbilanciano, perdono un po’ la maniglia sulla partita e vengono infilati in contropiede da James, che fa 2-0 chiudendo il match. L’ingresso di Totti è solo una passerella d’onore per il capitano, mentre Zidane aggredisce ancora la partita mandando in campo anche Jesé per Modric e poi Kovacic per Casemiro, passando al 4-2-4 per arrotondare ulteriormente il punteggio. La Roma però ha il relativo merito di restare con la testa nella partita e di non scomporsi più, tornando a proporsi con raziocinio seppur non con totale convinzione, vista l’eliminatoria già compromessa.

LA CHIAVE - Impossibile non parlare dello scarsa capacità di finalizzazione, decisiva per un risultato che la Roma poteva portare a casa per quanto prodotto. I giallorossi hanno anche rischiato di capitolare in occasione dei due gol ma sono riemersi prima di tutto mentalmente: nonostante l’insoddisfazione palesata da Spalletti, più motivazionale che oggettiva, ci sono elementi di questa partita da cui trarre risposte positive per il futuro, oltre a tante cose da correggere per avvicinarsi all’obiettivo di poter competere davvero con squadre di questo livello.