Feyenoord-Roma 1-1 - Scacco Matto - Il trappolone teso da De Rossi e la decisiva giocata che ha portato al pareggio

16.02.2024 18:45 di  Alessandro Carducci  Twitter:    vedi letture
Feyenoord-Roma 1-1 - Scacco Matto - Il trappolone teso da De Rossi e la decisiva giocata che ha portato al pareggio
Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it

LE SCELTE - De Rossi conferma il 4-3-3 inserendo, a sorpresa, Zalewski al posto di El Shaarawy, con Dybala e Lukaku a completare il reparto offensivo. A centrocampo, Bove fa rifiatare Cristante e si posiziona insieme a Pellegrini e Paredes. La linea difensiva è composta da Karsdorp, Llorente, Mancini, e Spinazzola mentre in porta gioca Svilar.
Il Feyenoord schiera un 4-3-3: Gimenez parte da panchina e Slot schiera Ueda centravanti, con Minteh e Paixao ai suoi lati. Zerrouki agisce in cabina di regia con Stengs e Wieffer mezzali.

COSTRUZIONE ROMA - I capitolini costruiscono, come ormai di consueto, a tre: cambia solo la composizione dei tre uomini: a volte, è Paredes ad abbassarsi, a volte un terzino sale e l'altro rimane basso ma cambia poco. L'idea è anche quella di creare superiorità sulle fasce: Pellegrini si allarga dalla parte di Spinazzola con Zalewski sempre molto alto e pescato spesso libero lì dove il Feyenoord soffre maggiormente. De Rossi vuole che anche Karsdorp spinga molto e chiede a Bove di coprire le sue avanzate, prendendo a volte il suo posto come esterno destro, sempre in fase di costruzione. Paredes, quando serve, è pronto ad abbassarsi tra i due centrali.

TRAPPOLA GIALLOROSSA - In generale, i giallorossi riescono a uscire palla al piede abbastanza agevolmente contro il pressing Feyenoord. Gli olandesi capiscono che stanno rischiando di cadedere nella trappola capitolina perché quando vanno in pressing si allungano molto e lasciano delle voragini tra le linee, sfruttate da Dybala e Pellegrini. L'uscita palla al piede della Roma consente di pescare loro due tra le linee, con i capitolini che, nella prima parte di gara, si rendono così pericolosi (vedere, come esempio, l'azione che porta all'assist di Dybala per Pellegrini), fattore che spinge i padroni di casa a pressare di meno e a essere più prudenti.

FASE DIFENSIVA - Diversamente dalle altre occasioni, De Rossi sceglie di disporre la squadra con un classico 4-4-2 in fase di non possesso, abbassando Zalewski sulla linea mediana e lasciando Dybala accanto a Lukaku. Questo sorprende inizialmente Slot, come dichiarato dallo stesso tecnico a fine gara, e il Feyenoord impiega metà primo tempo a prendere le misure dei giallorossi. Il pressing non è così intenso come accaduto contro l'Inter, e i capitolini temono molto il gioco palla a terra del Feyenoord, che mette in difficoltà la tenuta difensiva della Roma.

I CAMBI - Il secondo tempo scorre a ritmi più lenti rispetto alla prima frazione di gioco. Dybala viene più basso per aiutare la circolazione della palla, meno rapida ed efficace rispetto al primo tempo. De Rossi aspetta a effettuare qualcosa cambio, poi butta nella mischia El Shaarawy per Zalewski dopo un quarto d'ora. Tatticamente, non cambia nulla, così come con il cambio Celik-Karsdorp, con l'olandese out per crampi. Con Svilar anche lui in difficoltà, De Rossi aspetta per sfruttare l'ultimo slot di cambi, facendo entrare solo nel finale Cristante per Bove e Baldanzi per Dybala. Ruolo su ruolo, senza cambi tattici.

I GOL - De Rossi ha parlato molto della rete subita, prendendosi tutte le responsabilità e dichiarando di dover migliorare nel migliorare i movimenti del reparto. Il tecnico giallorosso ha così giustamente difeso Llorente, che peròè il maggior responsabile dell'accaduto, smettendo di seguire l'uomo senza alcun valido motivo.
La rete segnata è, invece, molto interessante e porta fondamentalmente la firma di Paredes. Il suo passaggio per Spinazzola sembra insignificante, quasi scolastico, ma è il tempo della giocata che fa la tutta la differenza del mondo. Come spiegato anche da De Rossi, effettuare il passaggio prima avrebbe significato consentire al Feyenoord di difendere facilmente sul terzino giallorosso. Paredes, invece, prende tempo, avanza e passa il pallone quando ormai, per la difesa olandese, sarebbe stato difficile intervenire: cross, gol, e pareggio fondamentale in vista del ritorno.