ESCLUSIVA VG - Cassetti: "Florenzi è adattato a destra, lo preferirei in avanti. Perché privarsi di Dzeko?"

25.05.2016 21:30 di  Gabriele Chiocchio  Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA VG - Cassetti: "Florenzi è adattato a destra, lo preferirei in avanti. Perché privarsi di Dzeko?"
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

L'ex giallorosso Marco Cassetti, protagonista della Roma di Luciano Spalletti che vinse due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, è intervenuto durante la trasmissione VG Radio, in onda su TMW Radio. Ecco le sue dichiarazioni.

Che giornata fu la vittoria della nona Coppa Italia?
"Di tempo ne è passato un po'... sicuramente visto che ho vinto poco in carriera, fa sempre piacere ricordare queste vittorie. Era un periodo in cui lottavamo sempre con l'Inter, quella volta andò bene, anche se avevamo perso anche negli anni passati anche qualche Coppa Italia e Supercoppa, a volte immeritatamente. Fu una sorta di rivincita".

Com'era il tuo rapporto con Spalletti?
"Un ottimo rapporto, sono arrivato alla Roma in punta di piedi, avevo di fronte giocatori importanti, poi riuscivo sempre a ritagliarmi il mio spazio. Devo ringraziarlo per la fiducia che ha riposto in me".

Cosa chiedeva Spalletti a voi calciatori?
"Sicuramente è uno a cui piace lavorare sul campo, è maniacale in certe situazioni sotto l'aspetto tattico. Vuole sempre avere a che fare con persone mature e intelligenti, come tutti. Sicuramente è stata la sua fortuna che in quel periodo si era formato un gruppo straordinario, difatti i risultati parlano chiaro. Raggiungemmo anche i quarti di finale di Champions League, lottammo per il titolo per qualche anno, questa è la dimostrazione".

Ti aspettavi che Spalletti potesse incidere così tanto?
"Me l'aspettavo, lo conosco, so che tipo di allenatore è e che tipo di lavoro chiede ai giocatori. La rosa della Roma è inferiore solo alla Juventus, fosse arrivato a inizio stagione staremmo parlando di un altro campionato. So che la Roma ha una grandissima squadra. Lui ha avuto anche delle esperienze all'estero importanti, è arrivato con un'esperienza personale maggiore e questo lo ha aiutato a prendere la squadra in corsa, credo che quest'anno sia la prima volta che subentri come allenatore".

Spalletti è stato bravo a imporsi su altre situazioni, ad esempio quella di Edin Dzeko.
"Purtroppo non lo conosco, so che la sua carriera parla chiaro, penso che sia un giocatore straordinario. Quest'anno ha avuto qualche problema, non è mai facile per uno straniero ambientarsi in Italia, è una cosa che può dargli ragione. Magari l'anno prossimo conoscendo ambiente e modo di giocare potrà fare un campionato straordinario".

Lo confermeresti?
"Sì, di prime punte con quelle caratteristiche non ce ne sono molte in giro. Avendola già, perché privarsene?".

Cosa pensi di Florenzi terzino?
"È un ruolo che può fare tranquillamente, anche se alla fine resta adattato. Lo preferisco quando lavora in fase offensiva, da centrocampista o da punta esterna. Preferirei avere un terzino di ruolo e spostare Florenzi più avanti".

È più facile trovare un sostituto di Pjanic o di Nainggolan?
"Bella domanda... molto scomoda (ride, ndr). Farei uno sforzo per tenerli entrambi, sono giocatori molto importanti. Se fossi costretto, terrei Nainggolan e venderei Pjanic".

Il tuo ricordo particolari su Francesco Totti.
"Ricordi particolari sono tanti. Innanzitutto sarei contento se dovesse arrivare l'ufficialità del rinnovo, se lo merita per quello che ha dato alla Roma in carriera. Anche nei momenti difficili, magari dopo qualche sconfitta, aveva sempre la parola giusta per tirare sul morale immediatamente".

Entrasti in un derby a partita in corso, segnando il gol decisivo. Com'è vivere un'emozione simile?
"Difficile da spiegare, bisogna vivere il momento, è difficile riuscire a esternare quello che ho provato in quel momento. Fu una cosa fantastica, è capitata una volta, a Francesco capita sempre".

Per quanti giorni non hai dormito dopo quel gol?
"Dormito ho dormito, ma sicuramente sono stato investito da qualcosa di cui non mi ero reso conto".

Puoi spiegarci cosa accadde nell'intervallo di quel Roma-Sampdoria?
"Ogni volta mi chiedono questa cosa che mi tocca smentire, non è successo assolutamente niente. Ci fu quella specie di bisticcio tra Vucinic e Perrotta, ma sono cose che succedono ogni partita, non successe niente. Fu una delle partite in cui la Roma giocò il miglior calcio, gli episodi non ci hanno voluto bene".

Cosa manca ancora alla Roma per raggiungere la Juventus?
"Arrivare con un punto davanti. Sapere cosa manca sarebbe troppo facile, si risolverebbero i problemi in un istante. La Juventus è più abituata a vincere, sembra stupido ma è molto importante. Ha sempre creato una squadra attorno a 4-5 giocatori chiave che in questo momento sono i 4-5 italiani che la Juventus ha in squadra, questa è stata la loro bravura".