Benatia: "Sarà emozionante tornare a Udine"

25.10.2013 11:49 di  Marco Rossi Mercanti   vedi letture
Fonte: Messaggero Veneto - Oleotto, France Football
Benatia: "Sarà emozionante tornare a Udine"
© foto di Image Sport

Tra gli ex che domenica si affronteranno al "Friuli", il più recente è Mehdi Benatia, passato in estate dall'Udinese alla Roma. Il difensore marocchino, tra la vecchia e la nuova stagione, è reduce da ben 15 vittorie conseutive, 7 con la maglia dei bianconeri ed 8 con la casacca giallorossa. Come sottolineato dall'edizione odierna del Messaggero Veneto, proprio contro i suoi ex compagni Benatia potrebbe ulteriormente allungare questa striscia favolosa. Di seguito, uno stralcio delle sue parole rilasciate al quotidiano veneto:

Benatia dica la verità: è emozionato per il suo ritorno al Friuli?
"Sì, tanto. Domenica sarà difficile trovare la concentrazione giusta rivedendo tanti amici e con il mister, per la prima volta, seduto sulla panchina avversaria. Ma c’è un battesimo per tutte le cose, io sono un professionista e adesso gioco per la Roma".

Come finisce Udinese-Roma?
"A me va benissimo vincere 1-0 all’ultimo minuto. Chi pensa che per noi in Friuli sarà una passeggiata si sbaglia di grosso. Io conosco il valore dei miei ex compagni e so che sarà durissima. Totò? È il pericolo numero uno di una squadra di valore. Gli ho scritto un messaggio avvisandolo che non sarà come in passato quando, in allenamento, mi pregava di andare piano e di non entrare duro".

Domenica si aspetta fischi o applausi?
"Non posso entrare nella mente delle persone. Quello che posso dire è che io, per l’Udinese, ho sempre dato tutto e anche di più. E sono orgoglioso dei traguardi che abbiamo raggiunto insieme".

Il difensore marocchino ha rilasciato un'intervista anche al tabloid francese France Footbal. Ecco le sue dichiarazioni.

Sul gruppo e sul primo posto con la Roma:
“Siamo contenti di essere in vetta ma non abbiamo ancora fatto nulla. Il campionato è lungo, di certo non ci aspettavamo di essere da subito così pronti, abbiamo un nuovo staff, un nuovo allenatore e molti nuovi calciatori ma il club sta lavorando per mantenere la Roma in cima. E poi c’è un ottimo ambiente: faccio l’esempio di Totti che, per i suoi 37 anni, ha offerto un aperitivo a tutto il gruppo, un gesto di classe. È un grande calciatore oltre che un grande uomo".

Sul ruolo di difensore: 
”È una posizione particolare, come quella del portiere, non è la stessa cosa rispetto a un centrocampista o a un attaccante: in quella zona del campo ci si può permettere una giornata no, sbagliare magari qualche passaggio e non incidere sulla gara. Dietro, invece, si è sempre sotto la lente di ingrandimento. Dobbiamo essere sempre concentrati, pronti tatticamente e decisi a non lasciare niente di intentato, di non mollare fino alla fine. Magari fai una grande partita per 90 minuti, al 92esimo sbagli un controllo e la squadra perde 1-0, la gente si ricorda quello di te. Un attaccante che gioca bene tutta la gara e sbaglia un gol al 92esimo viene comunque ricordato per la grande gara disputata”.

Su Rudi Garcia ed il paragone con Mourinho: 
“Il confronto è fattibile: sono tutte e due giovani ed hanno una forte personalità. Parlano bene con i media e sono vicini ai propri calciatori. Il mister vuole il bel gioco e finora i risultati gli stanno dando ragione. Dietro questo momento c’è tanto lavoro, pensate che ha imparato l’italiano in soli due mesi. Quando è arrivato, la prima settimana, mi chiesero se lo conoscevo ed io risposi di no: comunque mi avevano parlato bene di lui, della sua volontà di dare una fisionomia precisa alla squadra, di giocare un calcio spettacolare e votato all’attacco. Questa cosa l’abbiamo capita subito durante la preparazione in cui, a differenza di altri allenatori in Italia, non abbiamo lavorato con i pesi ma subito con il pallone: il risultato si vede sul campo e nel modo in cui giochiamo a pallone. Sono tutti felici di lui nello spogliatoio”.

Sul passato in Francia e sulla crescita in Italia: 
“Prima di essere un professionista, sono un appassionato di calcio. È tutta la mia vita e tutto quello che ho. Nel 2008, al Lorient, non giocavo titolare e dicevo al mister che senza il calcio giocato non ero niente. Poi a gennaio mi ruppi il legamento crociato. Adesso non soffro per la mancata consacrazione in Francia, sono contento di quello che ho. Sarei potuto andare al Psg, Leonardo mi contattava periodicamente ma non se ne fece nulla perché l’Udinese due anni fa non voleva cedermi. Non ho nessun rammarico, in Italia sono apprezzato e questa cosa mi va bene".

FRANCE FOOTBALL: BENATIA, LA VITA E' BELLA A ROMA