ESCLUSIVA VG - Perinetti: "Tiago Pinto è giovane e preferisce la chiarezza, ma farei di tutto per trattenere Zaniolo. Le proprietà americane sono più distaccate"

02.02.2022 22:40 di  Marco Rossi Mercanti  Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Marco Rossi Mercanti
ESCLUSIVA VG - Perinetti: "Tiago Pinto è giovane e preferisce la chiarezza, ma farei di tutto per trattenere Zaniolo. Le proprietà americane sono più distaccate"
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Giorgio Perinetti, ex dirigente della Roma, è stato intervistato dalla nostra redazione per commentare la recente chiusura del calciomercato e non solo. Queste le sue dichiarazioni:

Una finestra invernale di calciomercato diversa rispetto al passato.
“La sessione di calciomercato di gennaio è solitamente piatta, ci sono pochi spostamenti. Quest’anno, invece, ci sono state tante operazioni, tipo la Juventus con Vlahovic e Zakaria ha fatto cose importanti. La Roma ha preso giocatori che le servivano al momento, penso che Oliveira sia stata una buona opzione. Maitland-Niles lo conosco meno”.

Mourinho si è spesso lamentato della rosa a disposizione: con gli acquisti di Maitland-Niles e Oliveira può considerarsi accontentato?
“Forse avrebbe voluto anche Zakaria, ma Oliveira sta facendo bene. Gli allenatori poi, in genere, non sono mai contenti. La Roma si è liberata di alcuni giocatori in più che aveva a libro paga, sono rimasti solo Santon e Diawara come esuberi quindi direi che qualcosa sia stato fatto”.

Le dichiarazioni di Tiago Pinto su Zaniolo?
“Tiago Pinto è un ragazzo giovane, mi sembra che preferisca la chiarezza alle incertezze, però forse non era il momento per rilasciare quelle parole”.

Se dipendesse da lei, a fronte di un grande offerta, cederebbe Zaniolo oppure proverebbe a trattenerlo?
“Farei di tutto per trattenerlo, forse è uno dei più interessanti giovani italiani, però sappiamo pure che bisogna incontrarsi sullo stesso piano per andare avanti insieme. Sappiamo poi che l’opzione vincente è sempre quella del calciatore, dobbiamo capire cosa vorrà fare Zaniolo”.

Quali sono le differenze tra una proprietà italiana e una straniera?
“C’è una differenza di spirito su come i presidenti si approcciavano. Prima tanti presidenti erano tifosi-imprenditori che hanno rilevato il club ed erano molto vicino alla squadra e avevano tanta passione. Le proprietà americane hanno un senso di distacco, sono meno passionali. Ma non è detto che sia un male”.

Un ricordo sul presidente Zamparini?
“È il discorso che ho fatto sui presidenti passionali, era un imprenditore di alto livello e appassionato di calcio. Ha fatto benissimo al Venezia, ha portato in Europa il Palermo, ha sfiorato la Champions League, ha giocato una finale di Coppa Italia. Era uno di quei presidenti-tifosi passionali, che oggi forse non ce ne sono più e questo crea distacco tra i tifosi”.