UN CROLLO INACCETTABILE

 di Alessandro Carducci  articolo letto 3064 volte
© foto di Alberto Fornasari
UN CROLLO INACCETTABILE

E' difficilissimo parlare dell'ennesimo crollo della Roma. Ancora una volta, come se nel frattempo niente fosse accaduto, i giallorossi perdono la gara che doveva rilanciare le ambizioni europee. A volte è stata sfortuna, a volte si è parlato di atteggiamento sbagliato da parte dei giocatori (Lecce, per esempio). La partita di Torino, invece, l'ha persa proprio Luis Enrique, interamente. Sono i giocatori a scendere in campo, è vero, ma contro l'organizzatissima squadra di Conte la Roma si è presentata con un ibrido che ha avuto l'effetto di bloccare i giocatori giallorossi. Una sorta di 4-2-3-1 (mai utilizzato fino ad ora), con tre giocatori fuori ruolo: Pjanic, sul centrosinistra, Marquinho, arretrato quasi fino alla linea difensiva, e De Rossi, rischierato centrale. Luis Enrique ha riproposto Perrotta dal primo minuto, posizionandolo su Pirlo, sperando di arginare la manovra dell'ex milanista. Pjanic si è così trovato leggermente defilato sulla sinitra, con Borini sulla fascia destra e Osvaldo unica punta. I due centrocampisti davanti alla difesa, Gago e Marquinho, sono così stati accerchiati dalla Juventus. I bianconeri, ogni volta che hanno tentato un'avanzata, hanno sempre trovato ampie praterie. In mezzo al campo si è formata un'enorme voragine, con la squadra quasi spaccata in due: da una parte i 4 difensori più Marquinho e Gago, dall'altra il resto della squadra. Proprio il brasiliano, nelle ultime giornate, si era distinto per il grande dinamismo e soprattutto l'ottima capacità di inserirsi in area, cosa che contro la Juve non ha mai avuto modo di fare, dovendo giocare molto più dietro. L'ex Fluminense sarebbe stato l'ideale per contrastare Pirlo, che invece ha avuto campo libero per tutta la gara. Certamente l'assurda espulsione di Stekelenburg ha dato la mazzata decisiva ma non è un caso che quasi tutto il centrocampo bianconero sia andato in gol. Ci sarà da riflettere nei prossimi giorni, da riflettere tantissimo.