Senza storia e senza spiegazioni

Nato a Roma il 7 febbraio 1973, nel 2000 inizia a collaborare con Eurosport. Nel 2003 contribuisce alla nascita di Sportitalia di cui diventa dal 2006 responsabile della redazione romana e inviato per la Nazionale di calcio
 di Marco Terrenato  articolo letto 1701 volte
Vocegiallorossa.it
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Senza storia e senza spiegazioni. La Roma si scioglie allo Juventus Stadium nel modo peggiore. La partita dura lo spazio di 8 minuti, i giallorossi quasi non scendono in campo, travolti dalla fame scudetto della squadra di Conte che segna subito due gol con Vidal e chiude la sfida più attesa e più deludente della giornata.

Eppure per i romanisti l’occasione era stimolante, dopo i risultati delle avversarie dirette. Luis Enrique però ci mette molto di suo, con scelte difficili da motivare se non quella, solo in parte, di un Totti risparmiato in vista del doppio confronto casalingo in appena tre giorni con Fiorentina e Napoli.

Il tecnico asturiano smentisce se stesso mettendo in campo per la prima volta una formazione lontanissima dal suo credo calcistico offensivo, una sorta di 4-2-3-1, con De Rossi in difesa, Marquinho mediano al fianco di Gago, Perrotta interno, Pjanic trequartista e Osvaldo in pratica unica punta con Borini esterno più arretrato.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, così come la scarsa personalità della squadra che subisce, senza reagire, un’altra batosta in questo 2012. Ancora 4 gol al passivo, come con Cagliari, Atalanta e Lecce, la sesta sconfitta nelle ultime sette trasferte, 13° ko di un campionato mediocre, che incredibilmente lascia ancora aperta la strada per il terzo posto e la Champions League, distante 5 lunghezze.

Ma la metamorfosi tra le gare giocate all’Olimpico e quelle lontano dalla capitale è a dir poco clamorosa. Difficile da spiegare dal tecnico e dalla società che, nonostante tutto, questa volta per voce di Sabatini prosegue nella strenua difesa di un progetto le cui lacune sono fin troppo evidenti.

E al danno si aggiunge la beffa, con la seconda espulsione di Stekelenburg, nono cartellino rosso stagionale per la squadra, l’ammonizione a Bojan che gli costerà la squalifica nel recupero di mercoledì, il gesto da censura di Lamela, che lo terrà 3 giornate.

Per i processi c’è ancora tempo, l’ambiente è surriscaldato, di sicuro nei prossimi impegni, a cominciare dalla gara con la Fiorentina, la Roma è chiamata a dare l’ennesimo segnale di risveglio.