Il pagellone del 2016

25.12.2016 14:29 di  Alessandro Carducci  Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Alessandro Carducci
Il pagellone del 2016
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Szczesny 7: è arrivato lo scorso anno, accolto dallo scetticismo di alcuni. Dopo un inizio tra luci e ombre, si è preso definitivamente il posto da titolare, tenendolo con merito. In questo campionato è spesso risultato decisivo, chiudendo con l'ottima gara di Torino e meritandosi i complimenti anche di Buffon.

De Sanctis sv: scavalcato definitivamente da Szczesny, non scende mai in campo e capisce che, per lui, a Roma non c'è più spazio. Si rende disponibile al rinnovo ma la società decide di puntare su un portiere più giovane, come Alisson.

Alisson 6: acquistato da oltre un anno dalla Roma, il portiere brasiliano sbarca a Roma in estate convinto di poter fare il titolare. Spalletti non l'aveva scelto e decide di cautelarsi con Szczesny, che gli toglie il posto in campionato. Il brasiliano diventa così il portiere di coppa, dove alterna buone prestazioni ad altre meno positive. Sta facendo esperienza per il prossimo anno.

Lobont sv: non gioca in fare ufficiali dal derby di coppa Italia del 2013. Rimane comunque molto ascoltato all'interno del gruppo e si prospetta per lui un futuro in società.

Manolas 7.5: sbaglia pochissimo nella scorsa stagione e si conferma sugli stessi livelli anche in questa prima parte di campionato. Propositi per il 2017: risolvere la questione contratto.

Emerson 6.5: non aveva lasciato un'ottima impressione nell'ultima parte della scorsa stagione. Il brasiliano si è così messo a lavorare sodo in estate e, complice l'infortunio di Mario Rui, si è ritagliato uno spazio sempre più importante, meritandosi i complimenti di Spalletti e gli applausi del pubblico. L'esempio di come si possa ribaltare un pregiudizio con il semplice lavoro sul campo.

Mario Rui sv: out da luglio per l'infortunio al ginocchio, deve ancora iniziare la sua avventura in giallorosso.

Zukanovic 5.5: non una gran parte di stagione per l'attuale difensore dell'Atalanta. Proprio contro i bergamaschi gioca forse la sua peggior partita. Al Bernabeu il suo ricordo migliore. A luglio la Roma lo spedisce in prestito proprio a Bergamo.

Fazio 6.5: arrivato senza chiasso e senza clamore, l'ex Tottenham si guadagna pian piano la fiducia di tutti e sfodera alcune ottime prestazioni, chiudendo alla grande contro il Chievo. Dimostra personalità e, soprattutto, una sorta di invincibilità sui colpi di testa, data dai suoi quasi due metri di altezza (1.95).

Castan sv: nel 2016 gioca appena 108 minuti con la Roma e capisce di dover emigrare per ritrovare se stesso.

Gyomber sv: gioca ancora meno di Castan. Cinquantasette minuti in totale ma diventa a sua insaputa celebre tra i tifosi per il celebre coro a lui dedicato...

Vermaelen sv: arriva accolto a braccia aperte dai tifosi. Combina subito un disastro nella sfida di andata contro il Porto. Poi si fa male, torna ed è protagonista del fortuito scontro di gioco in allenamento, che manda ai box Salah. Avrebbe potuto iniziare meglio, ecco.

Bruno Peres 6.5: quando parte sulla fascia sa essere pericoloso. Quando difende, anche. È così: prendere o lasciare.

Torosidis sv: entra negli ultimi secondi della gara contro la Juventus e gioca 73 minuti contro il Verona. In estate saluta tutti e va al Bologna.

Juan Jesus 6: qualche errore di troppo (soprattutto nella sfida contro il Porto) e qualche buona prestazione, contro Inter e Napoli, arginando al meglio Candreva e Callejon.

Maicon 6.5: gioca male solo a Genova, contro il Genoa, per poi collezionare buone prestazioni per il resto del suo 2016 giallorosso. L'unico suo problema è l'avanzare dell'età, che non gli permette di galoppare per tutti i 90 minuti e costringe Spalletti a non poterlo sempre schierare.

Rüdiger 6.5: lo scorso anno inizia malissimo, lavora duramente e riacquista pian piano la fiducia di tutto l'ambiente. Quest'anno è stato fermato dall'infortunio al legamento subìto a giugno. Torna in campo ancora più combattivo e Spalletti ormai non lo leva più.

Gerson 6: è arrivato con tutti i fari puntati, visto il prezzo pagato dalla Roma per strapparlo al Fluminense. La sua miglior partita contro l'Austria Vienna, nella quale ha snocciolato due lanci con il compasso, uno dei quali ha portato al gol di El Shaarawy. Massacrato dopo la gara di Torino, era stato schierato fuori ruolo.

Florenzi 7: sarebbe stato un 2016 positivo se non fosse terminato con il bruttissimo infortunio al ginocchio.

De Rossi 6.5: in crescita nella seconda parte dell'anno, il centrocampista di Ostia dovrà poi decidere se proseguire nella Roma o terminare la carriera altrove.

Keita 6.5: peccato per la carta di identità perché il professore avrebbe fatto ancora comodo alla Roma. Tra febbraio e marzo gioca un ottimo calcio e qualcuno azzarda addirittura l'ipotesi di un rinnovo. In estate invece l'ex Barcellona saluta tutti e va a svernare in Qatar.

Vainqueur 6: ha il difetto di giocare in un ruolo già occupato da De Rossi e Keita. Non sfigura mai ma capisce che, con Spalletti, a Roma non c'è posto per lui e si trasferisce in Francia, al Marsiglia. Marsiglia attualmente allenato da Rudi Garcia.

Ucan sv: non trova spazio e in estate torna in Turchia, al Fenerbahçe, giocando però solo 90 minuti in questi primi mesi.

Strootman 6: dopo due anni di inattività non è facile tornare al proprio livello. L'olandese ha mostrato sprazzi di ciò che era ma sarebbe ingiusto, innanzitutto nei suoi confronti, accontentarsi di questo Strootman.

Paredes 6: Giampaolo, a Empoli, gli ha cambiato collocazione posizionandolo davanti alla difesa, strada che sta tracciando anche Luciano Spalletti. L'infortunio gli ha fatto terminare anzitempo il 2016 ma il 2017 sarà molto importante per il suo futuro. Dotato di grande tecnica e personalità, deve velocizzare il suo pensiero in campo.

Pjanic 6.5: la scorsa stagione è stata la migliore del bosniaco. Letale sui calci piazzati, l'ex Lione ha mostrato di aver trovato una continuità maggiore. Nei sei mesi giallorossi, sbaglia probabilmente solo due gare: contro l'Inter e, ironia della sorte, contro la Juventus.

Nainggolan 7.5: un treno in continuo movimento. Ogni tanto si ferma a fare rifornimento per poi ripartire ancora più rapido. Il 2016 è stato l'anno dell'avanzamento sulla trequarti. Cambiamento accolto con qualche perplessità ma che lo ha portato a segnare molto di più.

Salah 7: qualche rara volta dà l'impressione di non essere in sintonia con la partita, di non avere l'energia per pungere l'avversario. È pure vero che se fosse sempre continuo staremmo parlando di un campione. Spesso decisivo, quando è in giornata è praticamente imprendibile. Deve migliorare sotto porta (cfr Real Madrid-Roma).

Gervinho sv: il tempo di giocare un paio di partite prima di andare a gonfiare il suo conto in banca in Cina.

Perotti 7: è arrivato in punta di piedi ma Spalletti ormai proprio non ne può fare a meno. Devastante nell'uno contro uno, el monito ripiega con generosità in fase difensiva. Non segna molto su azione ma, in compenso, è diventato infallibile nel calciare i rigori (6 su 6 in questa stagione).

El Shaarawy 6.5: prima parte dell'anno entusiasmante per il Faraone, che si presenta davanti ai suoi tifosi portando gol a grappoli. Nell'ultima parte del 2016 entra in letargo e Spalletti lo tiene spesso in panchina. Si risveglia con forza proprio allo scadere.

Totti 7: un anno particolare per il Capitano giallorosso. Protagonista della querelle con Spalletti, Totti alla fine risulterà decisivo per la rimonta della Roma e la sua doppietta contro il Torino ha fatto il giro del mondo. Inizia bene anche questa stagione ma finisce l'anno in sordina a causa di qualche acciacco. Gioca l'ultima gara del 2016 contro l'Astra Giurgiu, lo scorso otto dicembre, disputando una partita senza infamia e senza lode.

Dzeko 6: bisognerebbe dare un voto alla prima parte del 2016 e un altro voto alla seconda parte. Sono due calciatori totalmente differenti. Uno sfiduciato, depresso, l'altro combattivo e grintoso. Uno non prendeva la porta nemmeno da due metri, l'altro è secondo nella classifica cannonieri (un gol da Icardi). Uno veniva tenuto fuori per vincere, l'altro è spesso decisivo per far vincere la squadra. Le seconde stagioni di Edin Dzeko.

Iturbe 5: a gennaio probabilmente farà le valigie. Ormai anche Spalletti sembra essersi arreso e l'ex Verona, pur dando sempre il 100%, non riesce mai a incidere.

Falque 5.5: partito bene con Rudi Garcia, dopo l'arrivo di Spalletti si smarrisce, cambia ruolo e pian piano ammuffisce in panchina.

Sadiq 6: appena 188 minuti nel 2016, nei quali trova il tempo di segnare un gol. C'era ancora Garcia.

Garcia sv: guida la squadra contro Chievo e Milan ottenendo due pareggi, prima di essere esonerato. La sua colpa è stata quella di non dimettersi quando era ormai evidente lo stallo della squadra in campo.

Spalletti 7: gli unici appunti che gli si possono muovere sono l'eliminazione in Champions e il caso Totti. Per il resto ha resuscitato una squadra che sembrava non dare più segni di vita. L'ha portata al terzo posto, sfiorando il secondo. Ha terminato il 2016 saldamente al secondo posto, perdendo a Torino ma senza crollare come successo troppo spesso negli scorsi anni. Sta provando a far fare a tutto l'ambiente quello scatto mentale che è sempre mancato a Roma. Mission impossible.