| INTERVISTE |
Tutta l'ultima conferenza di Luis Enrique. AUDIO! VIDEO!
12.05.2012 11:19 di Claudio Lollobrigida
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Alle 11.30 l'allenatore della Roma, Luis Enrique, ha incontrato i giornalisti per la consueta conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Cesena, l'ultima per l'asturiano sulla panchina giallorossa. Presenti Baldini, Baldissoni, Fenucci, Sabatini, Tempestilli e Totti. Luis Enrique 12.05 by Vocegiallorossa.it
Ci spiega i motivi che l'hanno portata a questa decisione? Oggi è l'ultimo giorno, non voglio arrabbiarmi. Una piccola critica intanto: due giorni fa ho fatto una riunione con i miei ragazzi, col mio staff, per dire cosa sentissi e pensassi. L'ho fatta in spagnolo perché volevo parlare col cuore. La mia critica va per quanto riguarda quello che è stato riportato dalla stampa: tutto quello che è stato detto è una bugia. Quasi tutto non è vero. Dopo due giorni si parla di quelle bugie. Quello che ho dato è pure registrato ed è scritto qui su un foglio ed è tutto molto diverso di quello che è stato scritto. Lo dico per chi verrà dopo di me, questo è un posto che ha bisogno di un po' di aiuto e spero che il prossimo non debba soffrire questo. Per me è stato un grandissimo piacere essere l'allenatore di questa squadra. Mai mi sono pentito di venire qui, nemmeno nei giorni peggiori. La mia famiglia è stata molto felice di essere qui. Ho convinto anche loro ad andare via perché erano convinti sarei rimasto. Ho dato sempre rispetto a tutti i tifosi e ringrazio i tifosi per il rispetto e la fedeltà. Me ne vado perché sono molto stanco, ho dato il 100% quest'anno e anche quando mi sono mancate le forze sono rimasto vicino ai giocatori. Non recupererei la forza in estate per cui come farei a trasmettere ai giocatori qualcosa? L'anno prossimo anno non allenerò. Per me è stata un'avventura, bellissima e difficile. Ho speso tutta la mia energia cercando di fare bene. Se parliamo di risultati, e così deve essere giudicato un tecnico, verso la fine potevamo ancora centrare l'obiettivo poi non è andata. Per me non è stata una stagione molto brutta. La squadra è migliorata tantissimo, seppur non nei risultati. Loro si sono impegnati tantissimo. Magari ci sono dei tifosi che non capiscono quello che faccio, ho sempre detto che quando sarei diventato un disturbo sarei andato via e questo è successo soprattutto dopo la gara di Firenze. Non mi va di iniziare la stagione sapendo che, alla minima difficoltà, sarei stato un punto di rottura e ci sarebbero state molto critiche. Auguro molto successo a questa società. Non ho alcun rimprovero da fare a nessuno. Se ho fatto qualche sbaglio, se qualcuno pensa non mi sia comportato bene, chiedo scusa. Ognuno ha la sua personalità, sono ancora convinto in Italia si possa fare un bel calcio. Sicuramente devo migliorare nella fase difensiva, lo farò, ma è stato un grande orgoglio essere allenatore della Roma".
Errori?
In questo sogno spezzato ha influito la paura di arrivare fino in fondo? Parlo dell’ambiente che forse non ha compreso l’inizio di un ciclo. Il rapporto con Totti?
Altrove vincono allenatori stranieri come Bielsa e Simeone, stranieri su panchine spagnole. Qui in Italia se n'è andato Mihajlovic, ora lei. Perché?
Roma è una piazza difficile, è un dato innegabile. Tante dimissioni negli ultimi anni, ora anche le tue. C’è qualcosa nell’ambiente calcistico che crea delle difficoltà ulteriori?
Le fa onore fare un passo indietro e ammettere una debolezza. Ora cosa farà nella sua vita? Lei qui ha avuto tutta la fiducia della società, della squadra e dei leaders, anche di una parte del pubblico. Com’è possibile con questo quadro che lei faccia un passo indietro, considerando che lei, secondo me, è molto bravo?
Lei ha fatto riferimento ai risultati, se fosse stata centrata l’Europa sarebbe andato via?
Se la sente di dare un consiglio al suo successore?
Perché la sua idea di calcio non è andata oltre quel Bologna-Roma? Secondo lei ha fallito?
E’ giusto che lei sia l’unico a pagare?
Qual è l'eredità che lascia al successore alla piazza?
Una volta recuperate le energie potrebbe dimostrare che il suo calcio va bene per l’Italia?
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